PROGETTO VIEIL AKLODJ
Capo di governo: il Presidente Gbagbo
Geografia: Il paese, con una popolazione di oltre 16 milioni di abitanti e una superficie di 320.763 km², si affaccia sull'Oceano Atlantico e confina con Liberia, Guinea, Mali, Burkina Faso e Ghana. La capitale è Yamoussoukro, nel centro del paese, anche se Abidjan - la capitale politica fino al 1990 - rimane sede del Governo e, di fatto, il principale centro politico-economico del paese.
La Costa D'Avorio, prima di sprofondare nell'attuale crisi politico-militare, è stata a lungo considerata la "perla" dell'Africa occidentale, tanto in ragione dello sviluppo economico raggiunto dopo l'indipendenza, quanto per la sua relativa stabilità politica, divenuta precaria solo al volgere degli anni '90.
Contesto storico-politico: Nel periodo pre-coloniale, il territorio che costituisce l'attuale Costa D'Avorio fu soggetto all'influenza dell'Islam: nelle regioni settentrionali sorsero importanti regni a carattere islamico, mentre in quelle costiere prima i portoghesi - nel XVI secolo - quindi i francesi - a partire dal XVII - avviarono un fiorente commercio di avorio e l'ancor più lucrosa tratta degli schiavi. Dai primi dell'800 iniziò la penetrazione francese nell'entroterra, che condusse - nel 1893 - alla creazione della colonia della Côte D'Ivoire. Nel 1902 la colonia entrò a far parte della dell'Africa Occidentale Francese e, dopo la fine della seconda guerra mondiale, divenne Territorio dell'Unione Francese (1946): il Partito Democratico della Costa D'Avorio (PDCI), fondato nel 1947 da Félix Houphouët-Boigny, si oppose all'integrazione del paese nell'Unione, avviando il processo di emancipazione dalla madre patria che condusse, nel 1958, alla creazione della Repubblica autonoma nel quadro della Comunità franco-africana e, nel 1960, alla piena indipendenza dalla Francia. Gli stretti rapporti mantenuti da Houphouët-Boigny con l'ex madrepatria contribuirono alla stabilità politica del paese. Il degenerare dell'assetto politico in regime personale del Presidente, la crisi economica iniziata alla fine degli anni '80 e le conseguenze dei contrasti commerciali con la Francia causarono un peggioramento delle condizioni economico-sociali del paese, che condussero nel 1990 a gravi disordini, nei quali anche l'esercito rimase coinvolto. Nell'impossibilità di mantenere la concentrazione del potere politico, Houphouët-Boigny acconsentì nel 1990 al pluripartitismo e, nelle prime elezioni democratiche del 1990, il suo partito ottenne una schiacciante maggioranza. Da allora la regolarità delle elezioni politiche è stata spesso inficiata dal bando, più o meno esplicito, delle opposizioni, un metodo di governo conservato dai successori di Houphouët-Boigny. Il suo successore, Henri Konan Bédié, istituzionalizzò il concetto popolare di "Ivorianità".